Dimore Arcudi | Galatina (Lecce)

Riconfigurazione Tipologica, Narrazione Materica e Sintassi Cromatica: Dal ‘500 al Contemporaneo

Il “Perché”: Unire frammenti, orchestrare sequenze

“Progettare in un palazzo storico significa ricucire le ferite del tempo per dare una nuova forma – e un nuovo flusso – all’abitare.”

L’intervento di Dimore Arcudi a Galatina nasce dalla necessità di trasformare unità abitative unicellulari attigue in un organismo coerente. Il progetto ha scardinato questa separazione, operando una riconfigurazione tipologica degli spazi per dare vita a una struttura organica: un ampio appartamento al primo piano, due dimore indipendenti al piano terra e un esclusivo terrazzo attrezzato.

Piano Primo: La verità della materia e il flusso della luce

Al primo piano, la ridistribuzione degli spazi lavora sulla relazione profonda tra gli ambienti, sulla sequenza e sulle soglie. Abbiamo compiuto una scelta radicale nel trattamento delle superfici: non toccare le pareti con nuovo intonaco, lasciando che le stratificazioni dal Cinquecento al Novecento restino visibili. Questa pelle antica testimonia la verità storica del manufatto e accoglie le nuove funzioni senza filtri. Qui, le aperture ad arco, le soglie ribassate e le nicchie diventano veri strumenti progettuali: definiscono i passaggi, inquadrano viste inedite e costruiscono una profondità che trasforma le stanze in un sistema continuo, dove la luce attraversa i volumi e la percezione cambia costantemente in movimento.

L’Essenza: Oltre l’immagine, la qualità dell’abitare

Dimore Arcudi non è un intervento estetico, ma un lavoro sulla qualità dell’abitare. È un progetto che risponde a una domanda precisa: come trasformare un immobile storico nel Salento in uno spazio contemporaneo, mantenendo identità, equilibrio e misura. Il risultato è una casa che non si impone, ma accoglie; uno spazio che non si esaurisce nell’immagine, ma continua a evolversi con chi lo abita, restando sempre aperto alla vita.

Sintassi Cromatica: Il colore come orientamento

Il progetto introduce campi colore calibrati, mai decorativi ma sempre funzionali alla lettura dello spazio: il colore non riempie, orienta. Abbiamo scelto azzurri polverosi e verdi morbidi, inserendo accenti più saturi come il giallo e il blu per attivare punti specifici e guidare lo sguardo. Gli arredi non sono pensati come un allestimento, ma come parte della narrazione: elementi recuperati e nuove integrazioni convivono senza gerarchie, creando una casa che non appare mai “finita”, ma costruita nel tempo e pronta a restare aperta alla vita.

Piano Terra: Matericità e l’accento della cucina in muratura

Al piano terra, l’atmosfera si fa più densa e radicata. In questo contesto materico si inserisce la cucina in muratura, una citazione colta delle cucine tipiche salentine reinterpretata attraverso un linguaggio contemporaneo. La struttura vibra grazie all’uso delle piastrelle Zellige, il cui colore profondo e i riflessi irregolari creano una superficie cangiante che dialoga con la pietra leccese. È uno spazio dove il design si fa sostanza, onorando la tradizione attraverso una sensibilità cromatica e materica evoluta.

Il Terrazzo: Belvedere e Piscina tra i tetti di Galatina

Il percorso architettonico culmina nel terrazzo attrezzato, concepito come una stanza a cielo aperto che domina lo skyline storico. Qui la pietra chiara e la luce del Salento incontrano l’elemento acqua: la piscina sul terrazzo è stata progettata come uno specchio silenzioso, un rifugio privato dove il rigore degli arredi dialoga con le cupole di Galatina. Non è solo un’area esterna, ma l’estensione naturale del vivere contemporaneo che si riappropria dei volumi alti della dimora, trasformando il tetto in un santuario di benessere e contemplazione.

LOCALITÀ: Galatina (LE)
ANNO: 2025
CLIENTE: Privato
PROGETTAZIONE E DESIGN DEGLI INTERNI: Valentina Romano, Sara Gallucci
DIREZIONE ARTISTICA: Valentina Romano
PROGETTO OPERE EDILI E IMPIANTISTICA: Ing. Luigi Romano
DIREZIONE LAVORI: Ing. Luigi Romano

Prima e durante l’intervento